Giornata contro la violenza sugli operatori sanitari

Oggi si celebra la giornata contro la violenza sugli operatori sanitari e purtroppo
le cronache di quest’ultimo periodo riportano con sempre maggior frequenza episodi di
violenza nei confronti dei nostri professionisti, donne nella maggior parte dei casi, sempre
più esposte al rischio di subire aggressioni da pazienti e familiari. Il National Institute of
Occupational Safety and Health (NIOSH) definisce la violenza nel posto di lavoro come
“ogni aggressione fisica, comportamento minaccioso o abuso verbale che si verifica
nel posto di lavoro”.
Pronto soccorso e l’area dell’assistenza psichiatrica gli ambiti più colpiti, dagli
ultimi sondaggi l’81% del personale ha subito aggressioni fisiche o verbali, il 69%
non denuncia l’episodio. 2500 i casi annui denunciati come infortunio, nel 46% dei
casi riguardano strutture sanitarie, Infermieri ed Oss le figure più colpite. Nonostante
l’obbligo, sancito ai sensi del D. Lgs.81/2008, da parte dei datori di lavoro di prevedere la
valutazione e la gestione del rischio violenze nello specifico DVR (documento valutazione
rischi), tale problematica appare ancora sottaciuta e sottostimata, sia nella rilevazione del
rischio che nell’attuazione di idonee misure preventive/protettive. È stata emessa la
“Raccomandazione per prevenire gli atti di violenza a danno degli operatori sanitari”
n. 8 del Ministero della salute del novembre 2007, che individua alcuni fattori che
concorrono all’incremento degli atti di violenza:

  • l’aumento di pazienti con disturbi psichiatrici acuti e cronici dimessi dalle strutture
    ospedaliere e residenziali;
  • la diffusione dell’abuso di alcol e droga;
  • l’accesso senza restrizione di visitatori presso ospedali e strutture ambulatoriali;
  • lunghe attese nelle zone di emergenza o nelle aree cliniche, con possibilità di favorire nei
    pazienti o accompagnatori uno stato di frustrazione per l’impossibilità di ottenere subito le
    prestazioni richieste;
  • ridotto numero di personale durante alcuni momenti di maggiore attività (trasporto
    pazienti, visite, esami diagnostici);
  • presenza di un solo operatore a contatto con il paziente durante visite, esami, trattamenti
    o gestione dell’assistenza in luoghi dislocati sul territorio ed isolati, quali i presidi territoriali
    di emergenza o continuità assistenziale, in assenza di telefono o di altri mezzi di
    segnalazione e allarme;
  • mancanza di formazione del personale nel riconoscimento e controllo dei comportamenti
    ostili e aggressivi;
  • scarsa illuminazione delle aree di parcheggio e delle strutture.
    La raccomandazione n.8 delinea inoltre tutta una serie di azioni da attuare:
    -Elaborazione di un programma di prevenzione
    -Analisi delle situazioni lavorative
    -Definizione ed implementazione di misure di prevenzione e controllo
    -Formazione del personale
    -Implementazione della Raccomandazione a livello aziendale
    -Monitoraggio dell’implementazione della Raccomandazione
    -Attivazione del protocollo di monitoraggio degli eventi sentinella
    Nursing up ha lanciato ripetuti allarmi alle istituzioni nazionali e provinciali, bisogna
    adottare atti concreti, non basta pensare esclusivamente all’inasprimento delle pene.
    A che livello intervenire?
    Il sindacato Nursing up vuole essere soggetto proattivo e promotore di iniziative che
    possano individuare e mettere in essere tutta una serie di atti ed iniziative volte a tutelare
    maggiormente il personale, che risulta essere particolarmente esposto nei servizi/reparti di
    urgenza/emergenza (pronto soccorso,118) e dell’area della salute mentale (spdc, csm).
    La problematica deve essere affrontata ponendo in essere tutta una serie di iniziative ai
    vari livelli, attivandosi pertanto attraverso:
    – la via legislativa
    – la via contrattuale
    – il datore di lavoro
    Come primo passo, vi invitiamo pertanto a segnalarci situazioni reali e potenziali di
    rischio all’indirizzo nursingup.liguria@pec.it o telefonicamente alla segreteria Nursing
    UpLiguria nr. 3933950780, sarà poi nostra cura trasmettere alle figure istituzionalmente
    preposte (datore lavoro, RLS, RSPP…) quanto da voi pervenutoci.
    Per migliorare la sicurezza dei professionisti occorrono adeguati
    finanziamenti del fondo sanitario nazionale, più presenza in Ospedale
    delle forze dell’ordine e maggior personale in servizio! Nursing up sta
    offrendo ai propri associati assistenza legale gratuita a tutela delle
    aggressioni avvenute durante il servizio.
    Cordiali saluti
    Enrico Boccone
    Responsabile Regionale Nursing Up Liguria
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